LE PAROLE POSSONO GUARIRE

LE PAROLE CHE GUARISCONO

tratto  dal volume dell'A.M.C.O. “Dalla malattia al malato  “

 

 

Riportiamo alcuni brani di questo interessante articolo, scritto da un medico cardiologo americano,

che è stato pubblicato dall'Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri. 

Noi riteniamo che il medico debba sempre parlare delle possibili situazione nefaste con il proprio paziente .

Più volte Movimentosalute ha affrontato l'argomento della “MEDICINA NARRATIVA” sempre sottovalutato dai medici ed anche quello che riportiamo può, crediamo,

d'essere d'aiuto sia al paziente,  sia al medico che l'ha in cura, sempre utile per migliorare questo importante rapporto, che molte volte porta alla guarigione e non alla morte.

 

Il processo di guarigione richiede qualcosa di più della scienza: deve mobilitare le aspettative positive del paziente e la loro fiducia stimolante nel sostegno dei medici.

Poche cure sono più efficaci di una parola scelta attentamente: i pazienti, infatti, desiderano essere curati e la cura per lo più è dispensata dalle parole. 

Il colloquio, spesso terapeutico di per sé, è uno strumento troppo spesso sottovalulato, anche se l'esperienza medica è ricca di esempi sul potere risanatore delle parole...

Una volta finita la visita di un paziente con gravi problemi alle coronarie, lo invito ad entrare con il coniuge nel mio studio per una sintesi dettagliata della situazione.

Illustro con esattezza le possibili complicazioni e gli esiti del suo disturbo, compresa la possibilità di una morte improvvisa.

Per molti medici questo è un argomento tabù, ma mi è difficile immaginare che un paziente intelligente non sia consapevole di questa possibilità....

Per quanto abbia imparato moltissimo dal mio maestro DE LEVINE i miei migliori maestri sono stati i pazienti che mi hanno arricchito di esperienza clinica

e mi hanno insegnato la complessità della reazione alle parole del medico.

Mi sono reso conto che  UNA PAROLA DA NIENTE PUO' ESSERE FONTE D'INCORAGGIAMENTO E DI SPERANZA.

Anche se avevo utilizzato una parola con significato nefasto, il suo ruolo si rivelò decisivo nella guarigione.

 

 

 

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COME CURARE IL MAL DI SCHIENA

Mal di schiena, l’attività fisica per evitare che diventi cronico?

dr.Giuliano Sconsa

 

Nonostante il dolore, è bene, quando possibile, fare attività fisica

Così si potrebbe ridurre il rischio che il mal di schiena diventi cronico. È quanto conclude uno studio del Finnish Institute of Occupational Health di Helsinki (Finlandia)

che ha valutato questa riduzione tra l’11% e il 16% a seconda del livello di attività fisica praticata. 

«Quello che conta è il tipo di attività fisica che si svolge, di sport che si pratica e a quale intensità»,

spiega il dottor Cristiano Sconza, specialista in riabilitazione ortopedica .

L’attività fisica – suggeriscono i ricercatori – ridurrebbe l’intensità e la ricorrenza del mal di schiena,

quindi potrebbe contenere il rischio di sviluppare una forma cronica di mal di schiena. 

Oltre all’esercizio fisico e all’attività sportiva i ricercatori hanno preso in considerazione semplici attività fisiche

come il camminare e il fare le scale. 

Chi era attivo a livelli moderato o elevati poteva beneficiare di una riduzione del rischio

rispettivamente del 14% e 16% rispetto ai meno attivi. 

Non è emersa infine alcuna relazione tra i livelli di movimento fisico e il mal di schiena episodico o acuto.

In ogni caso, quando è possibile provare a continuare con il movimento fisico anche per evitare che il mal di schiena peggiori?

 «Le regole di base sono queste: si può e si consiglia di svolgere attività fisica, non durante o in vicinanza di periodi di dolore acuto e a carichi non elevati,

in particolare all’inizio; l’attività svolta dev’essere progressiva ed incrementale; bisogna impiegare le attrezzature idonee (ad esempio le calzature)», dichiara il dottor Sconza.

Naturalmente è importante il tipo di sport che si fa: «Il nuoto difficilmente potrà peggiorare una lombalgia:

l’acqua calda tende infatti a rilassare la muscolatura della schiena e l’attività si svolge con una netta riduzione del carico sulla colonna vertebrale.

Sebbene non ci siano forti evidenze scientifiche che indichino una sua superiorità sulle altre discipline,

è consigliabile il nuoto anche per chi pratica sport diversi e dovesse accusare mal di schiena».

Oltre al nuoto anche altre forme di movimento possono essere utili: «Discipline come yoga,

pilates e tai chi hanno dimostrato interessanti proprietà nel rilassare, e al contempo rinforzare la muscolatura della colonna,

e incrementare la percezione e controllo del movimento del soggetto».

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CONSIGLI AL RISTORANTE

I CONSIGLI DI MOVIMENTO SALUTE

QUANDO SI VA AL RISTORANTE

oppure si rimane a mangiare in casa

 

Non vogliamo certamente scoprire l'acqua calda nel consigliarvi di scegliere il  ristorante, quando mangiate fuori casa.

Ognuno di noi ha le sue preferenze in base soprattutto alle sue rendite, ai suoi gusti alimentari ed ai luoghi

da frequentare ed è quindi inutile dare dei consigli su dove andare a mangiare.

Ma vi sono alcune regole che, se vogliamo rimanere in buona salute, dobbiamo cercare di rispettare.

  Ed ecco, che cosa la nostra onlus vi consiglia, sentiti i pareri di molti nutrizionisti:

 

  La prima regola è quella delle porzioni da mangiare, soprattutto quando andiamo in ristoranti, che hanno la bella abitudine

( giusta per moltissime persone) d' offrire ai loro clienti delle porzioni giganti.

Occorre quindi saggezza ed anche se non è carino lasciare degli avanzi nei piatti, dobbiamo mangiare senza strafare,

sino a non sentirci  troppo sazi.

La seconda regola, anch'essa importante è quella di rendersi sempre conto del nostro senso di sazietà, cercando

in tutti i modi di ascoltarlo evitando gli eccessi.

Siate certi che in questo modo, quando sarete a casa, non avrete bisogno di saltare il pasto successivo

e non sara' necessario usare bisogno dei digestivi.

 

Sempre in tema di consigli su quello che mangiamo, desideriamo darvi anche questi consigli, quando mangiate in casa:

 

a) Usate il peso per conoscere esattamente la quantità di cibo che cucinate ( soprattutto carne, pesce e pasta)

b) Consigliamo anche di preparare un piccolo schema dei prodotti da consumarsi nella settimana.

E' questo un ottimo metodo sia per differenziare i cibi che mangiamo, sia per riuscire a nutrirci con tutte le varie vitamine,

c) infine ricordarsi sempre di non tralasciare di fare una ricca colazione al mattino quando vi alzate da letto.

                                                          Roberto Guido Bijno

 

 

 

 

 

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CUORE: nuovi farmaci

NUOVI FARMACI CHE TUTELANO LA SALUTE DEL CUORE

                                                                                                             da sanit.org

 

Al congresso della European Society of Cardiology di Barcellona, è stato presentato uno studio sull’efficacia di un nuovo farmaco per la salute del cuore.

Il medicinale in questione è una molecola chiamata canakinumab, un anticorpo monoclonale, già impiegato nel trattamento di malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide.

Lo studio, sponsorizzato dalla Novartis, ha dimostrato che tale molecola è in grado di ridurre la probabilità di un secondo infarto in chi ne ha già avuto uno grazie alla sua azione antinfiammatoria.

Circa diecimila pazienti di 39 Paesi in tutto il mondo, ad alto rischio perché già colpiti da infarto e con livelli elevati degli indici di infiammazione, hanno ricevuto la terapia standard,

ovvero statine per abbassare il colesterolo, oppure, in aggiunta, un’iniezione a cadenza trimestrale di varie dosi dell’anticorpo canakinumab.

A quattro anni di distanza, tra coloro che avevano ricevuto anche il nuovo farmaco, c’è stata una riduzione di circa il 15 % dei casi di infarto e ictus. 

In particolare, l’effetto è stato maggiore tra coloro che avevano assunto la dose intermedia del medicinale.

Per anni si è accusato il colesterolo “cattivo” di essere la prima causa di aumento del rischio di infarti, ma da tempo si ritiene che a incidere

nelle malattie cardiache sia anche l’eccesso di infiammazione, segnalato dalla presenza nell’organismo di molecole come la proteina C reattiva.

“Lo studio Contas ha dimostrato per la prima volta in modo deciso che l’infiammazione ha un ruolo importante nell’infarto” osserva Aldo Maggioni,

direttore del Centro Studi Anmco. “Confermando tra l’altro l’ipotesi di Attilio Maseri, uno dei primi cardiologi a sottolineare il ruolo dei processi infiammatori nelle malattie cardiache”.

“Il farmaco canakinumab è particolarmente costoso, ha degli effetti collaterali non trascurabili, dovuti al fatto che agisce sul sistema immunitario, e probabilmente è quindi solo adatto per un numero ristretto di pazienti” osserva Maggioni.

Movimento salute onlus è particolarmente sensibile a tutto quanto riguarda il cuore e le sue malattie.

Nel caso specifico sembrerebbe che questo nuovo farmaco possa aiutare le persone a non avere più degli infarti o ictus,

ma come avrete letto, oltre ad avere un alto costo, sembra che abbia anche altri effetti che

possono nuocere la nostra salute e di cui ancora non si conoscono le problematiche. 

Noi, da parte nostra continueremo a seguire questi studi ed appena avremo delle novità sarà nostra cura pubblicarle.

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