Nico Bijno

Nico Bijno

Presidente

URL del sito web: https://www.movimentosalute.it

Nicoleta Tudor--Comitato Scientifico

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Sono un’anima millenaria; un cuore giovane e un corpo da cinquant'anni e passa. Sono qui su questo pianeta con lo scopo di imparare ad apprezzare, amare, accettare e rispettare il Mio corpo e la mente, seguendo la via dell’Anima. Con la parola Mio non definisco il mio essere personale, ma il mio essere Universale, perché consapevole della bellezza dell’Uno e dell’Unità;, consapevole della grande interconnessione tra tutti noi esseri viventi e non, di questo meraviglioso Pianeta, dell’Universo, degli Universi. Mi definisco come una ricercatrice spirituale che ama sperimentare, sognare, ideare e progettare; ascoltare e ascoltarsi. Che ama la perfezione pur accettando l’imperfezione, ma soprattutto ama la condivisione. La condivisione è la mia gioia di vivere, il mio modo di essere grata di ciò che ricevo: la mia mission principale. Vorrei svelarTi una cosa di me: anche se amo molto la mia lingua madre(rumeno), il suo suono, la vibrazione la sua  forza e l'energia che mi nutre, c'è una parola che amo di più in italiano, essa è INSIEME. Amo molto questa parola, la sua musica, la sua forza che da il senso del unicità e dell'Uno. L'insieme è il potere che fa accadere le cose per un bene comune e superiore al piccolo io. Quindi eccomi qui, per condividere con Te, tutto ciò che la vita mi ha insegnato e che l’Universo mi trasmette e mi insegna ogni giorno e ogni istante ed eccomi qui, pronta ad arricchirmi con la tua bellezza, per creare insieme IL GRANDE DISEGNO DELLA VITA, per ri-creare l'Uno. Credo fortemente che c’è una grandezza in tutto (quindi in tutti noi), ma pochi la vedono che cerco di risvegliare e rivelare; essa è il nostro Potere Creativo. 
Con Gioia, Gratitudine e Amore

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CUORE: nuovi farmaci

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NUOVI FARMACI CHE TUTELANO LA SALUTE DEL CUORE

                                                                                                             da sanit.org

 

Al congresso della European Society of Cardiology di Barcellona, è stato presentato uno studio sull’efficacia di un nuovo farmaco per la salute del cuore.

Il medicinale in questione è una molecola chiamata canakinumab, un anticorpo monoclonale, già impiegato nel trattamento di malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide.

Lo studio, sponsorizzato dalla Novartis, ha dimostrato che tale molecola è in grado di ridurre la probabilità di un secondo infarto in chi ne ha già avuto uno grazie alla sua azione antinfiammatoria.

Circa diecimila pazienti di 39 Paesi in tutto il mondo, ad alto rischio perché già colpiti da infarto e con livelli elevati degli indici di infiammazione, hanno ricevuto la terapia standard,

ovvero statine per abbassare il colesterolo, oppure, in aggiunta, un’iniezione a cadenza trimestrale di varie dosi dell’anticorpo canakinumab.

A quattro anni di distanza, tra coloro che avevano ricevuto anche il nuovo farmaco, c’è stata una riduzione di circa il 15 % dei casi di infarto e ictus. 

In particolare, l’effetto è stato maggiore tra coloro che avevano assunto la dose intermedia del medicinale.

Per anni si è accusato il colesterolo “cattivo” di essere la prima causa di aumento del rischio di infarti, ma da tempo si ritiene che a incidere

nelle malattie cardiache sia anche l’eccesso di infiammazione, segnalato dalla presenza nell’organismo di molecole come la proteina C reattiva.

“Lo studio Contas ha dimostrato per la prima volta in modo deciso che l’infiammazione ha un ruolo importante nell’infarto” osserva Aldo Maggioni,

direttore del Centro Studi Anmco. “Confermando tra l’altro l’ipotesi di Attilio Maseri, uno dei primi cardiologi a sottolineare il ruolo dei processi infiammatori nelle malattie cardiache”.

“Il farmaco canakinumab è particolarmente costoso, ha degli effetti collaterali non trascurabili, dovuti al fatto che agisce sul sistema immunitario, e probabilmente è quindi solo adatto per un numero ristretto di pazienti” osserva Maggioni.

Movimento salute onlus è particolarmente sensibile a tutto quanto riguarda il cuore e le sue malattie.

Nel caso specifico sembrerebbe che questo nuovo farmaco possa aiutare le persone a non avere più degli infarti o ictus,

ma come avrete letto, oltre ad avere un alto costo, sembra che abbia anche altri effetti che

possono nuocere la nostra salute e di cui ancora non si conoscono le problematiche. 

Noi, da parte nostra continueremo a seguire questi studi ed appena avremo delle novità sarà nostra cura pubblicarle.

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ARTROSI ED ATRITI

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Artrite e artrosi, qual è la differenza

da pagine mediche.it

 

Si tratta di due tra le più diffuse malattie reumatiche delle articolazioni, contraddistinte da dolore,

rigidità e limitazione dei movimenti, ma che sono differenti tra loro per natura ed età di insorgenza.

 

 

Che cos’è l’artrite

L’artrite, che colpisce in genere tra i 30 e i 60 anni, è una malattia autoimmune, una malattia infiammatoria cronica sistemica capace

di attaccare le articolazioni sia piccole sia grandi (che diventano dolenti, tumefatte e – nel corso del tempo – deformate)

ma che può coinvolgere anche altri organi e apparati. Calore e rossore sono segni distintivi dell’infiammazione.

Tra le forme più diffuse di artrite, tutte accomunate dal fatto che si attiva un processo infiammatorio a livello articolare, ci sono:

• artrite reumatoide: conseguenza di un attacco delle articolazioni da parte del sistema immunitario, non ha una causa unica

(un fattore ambientale potrebbe “ingannare” il sistema immunitario oppure modificare determinati antigeni che dovrebbero essere visti come propri da quest’ultimo);

• artrite gottosa: conseguenza di un aumento dei livelli sanguigni di acido urico che si raccoglie sotto forma di cristalli

all’interno delle articolazioni, in particolar modo nel piede, originando un’artrite decisamente violenta;

• spondiloartriti: tipologia di artriti contraddistinte dall’interessamento della colonna vertebrale e del bacino e dalla presenza di alcune condizioni non reumatiche.

Che cos’è l’artrosi

 

Diffusa soprattutto tra i 60 e gli 80 anni, l’artrosi è una malattia cronico-degenerativa (le origini vanno ricercate nell’usura e nell’invecchiamento delle articolazioni)

contraddistinta dall’assottigliamento della cartilagine articolare con conseguente deformazione ossea. 

La cartilagine rappresenta un tessuto che riduce l’attrito fra le ossa e che quando si deteriora perde la sua elasticità, diventando più rigida e più danneggiabile.

Oltre al deterioramento della cartilagine, i tendini e i legamenti dell’articolazione si infiammano provocando dolore. 

 

Quali sono le giunture più colpite? 

 

Sicuramente quelle che risultano più sollecitate dal peso e dall’attività: le mani, le ginocchia, i piedi e la colonna vertebrale. Dolore,

rigidità e limitazione nell’utilizzo dell’articolazione rappresentano i sintomi più comuni dell’artrosi.

La terapia farmacologica, volta a ridurre il dolore e la sintomatologia disfunzionale comprende l’utilizzo di farmaci

anti infiammatori di tipo non steroideo (es. acido acetil salicilico, diclofenac, nimesulide etc.), analgesici a base di tramadolo-paracetamolo,

la terapia infiltrativa locale con farmaci corticosteroidei, la viscosupplementazione con acido ialuronico

e altre opzioni quali la terapia condroprotettiva orale a base di glucosamina e condroitinsolfato.

 

 

 

QUALI TRATTAMENTI SI POSSONO FARE

 

Il trattamento di tipo non farmacologico della gonartrosi comprende il calo ponderale, esercizio fisico mirato e un programma fisiokinesiterapico di supporto.

 La terapia farmacologica, volta a ridurre il dolore e la sintomatologia disfunzionale comprende l’utilizzo di farmaci anti infiammatori di tipo non steroideo

(es. acido acetil salicilico, diclofenac, nimesulide etc.), analgesici a base di tramadolo-paracetamolo, la terapia infiltrativa locale con farmaci corticosteroidei,

 

la viscosupplementazione con acido ialuronico e altre opzioni quali la terapia condroprotettiva orale a base di glucosamina e condroitinsolfato.

Nei casi avanzati di artrosi si ricorre al trattamento chirurgico con interventi sia di tipo mini invasivo, quali il lavaggio articolare e il debridement artroscopico,

la sostituzione protesica articolare, e gli innovativi trattamenti quali l’impianto di condrociti (cellule cartilaginee) e la riparazione cartilaginea tramite utilizzo di cellule mesenchimali (cellule staminali).

 

Terapia innovativa per il trattamento dell’artrosi: 

infiltrazioni intra-articolari di gel di polinucleotidi.

 

Di recente e’ stato introdotto un nuovo concetto di viscosupplementazione articolare per il trattamento dell’artrosi, tramite l’utilizzo di GEL di Polinucleotidi (PDRN).

Indagini di farmacologia sperimentale eseguite in vitro hanno dimostrato che le molecole PDRN presenti nelle composizioni hanno un’importante azione trofica

su colture primarie di cellule sinoviali, condrociti e biopsie cartilaginee, questa osservazione e’ coerente con l’osservazione clinica che i risultati

delle attivita’ di dette composizioni possono migliorare e mantenere nel tempo un buon compenso clinico funzionale dell’articolazione,

a differenza dei risultati prodotti dall’acido ialuronico che sono piu’ limitati nel tempo.

Il trattamento consiste nella somministrazione intra-articolare di 1 fiala di PDRN a dosaggio 20 mg/ml con cadenza settimanale per 5 volte.

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CAMMINARE FA BENE

“Anziani e cuore sano, attività fisica batte dieta”, vero o falso?

prof.ssa Daniela Lucini

 

Per mantenere il cuore sano, molte persone credono che prima di curare l’alimentazione e la dieta sia necessario fare attività fisica,

cioè mantenersi attivi. Vero o falso? 

Risponde la professoressa Daniela Lucini, Responsabile della Sezione di Medicina

dell’Esercizio e Patologie funzionali di Humanitas.

 

 

Vero

Senza dubbio ridurre la sedentarietà, cioè intraprendere un’attività fisica che mantenga attive le persone anziane è il primo passo quando si parla di salute cardiovascolare – spiega l’esperta. – 

Questo però non è sufficiente se è necessario anche perdere peso, perché non basta uscire di casa per una passeggiata ogni giorno, andare a fare la spesa a piedi o fare un piano di scale per perdere peso.

Infatti, se l’obiettivo è ridurre il rischio di patologie cardiovascolari, ma non si è sovrappeso, iniziare a cambiare il proprio stile di vita per uno più attivo è una raccomandazione importante,

scegliendo qualunque attività fisica purché ci si muova; se invece l’obiettivo clinico, oltre alla salute del cuore, è anche perdere peso, allora “muoversi” non è più sufficiente. 

Capita spesso infatti che le persone si sentano giustificate a mangiare di più perché hanno iniziato a muoversi di più, anche se si tratta solo di una passeggiata al parco;

per questo motivo, per perdere peso, è importante seguire un programma stabilito con il proprio medico che associ attività fisica alla dieta,

valutate entrambe in base alle condizioni di salute di partenza della persona.”

MOVIMENTOSALUTE si associa a quanto proposto dalla dr.ssa Lucini. Anche se per le persone anziane è sempre più difficile

  e costituisce un sacrificio uscire di casa e fare lunghe passeggiate, se si vuole vivere a lungo, ma soprattutto bene, allontanando i malanni della vecchiaia,

questo metodo è importante, anche per cercare di dialogare con le persone che s’incontrano o si vedono sulle panchine dei viali alberati.

Stare troppo ore in casa davanti alla televisione è deleterio per il nostro organismo

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