FEGATO GRASSO

FEGATO GRASSO

 

Come disintossicare il fegato, 

usando solo gli alimenti giusti

 

Gli esperti identificano come  "fegato grasso", una steatosi epatica che è generalmente causata da un apporto eccessivo di alcol,

carboidrati e lipidi alimentari, o dall'alterata capacità di smaltire i grassi.
Le cause della steatosi epatica sono molte e le più frequenti sono:

  1. 1.Agenti tossici esogeni come molecole "nervine" e farmaci:,fosforo,tetracicline (farmaci antibatterici inibitori della sintesi proteica),
  2. tetracloruro di carbonio (solvente per il lavagalcolgio a secco, liquido di raffreddamento e degli estintori ma attualmente in disuso), steroidi anabolizzanti ecc.
  3. 2.Obesità e relativa iperalimentazione
  4. 3.Dislipidemie (ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia LDL ecc.)
  5. 4.Deficit nutrizionale (malnutrizione proteico-energetica che provoca una riduzione delle lipoproteine circolanti; si tratta di una condizione tipica del terzo mondo, dei disagiati, degli alcolisti cronici e dei pazienti psichiatrici)

 

Tutte le cause sopra citate sono molto influenzate dalla dieta del soggetto.

I dietologi sostengono che con un apporto giornalieri di alcuni cibi si possono evitare di avere questo problema, che trascurato o mal curato può avere gravi conseguenze, sino ad arrivare alla cirrosi.

Movimentosalute ne cita alcuni, ma il nostro organismo può assorbirne anche altri altrettanto utili per questo scopo.

Per far regredire lentamente la steatosi è dunque molto importante seguire una dieta sana e bilanciata, che aiuti a tenere sotto controllo il peso e a ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue. 

In sintesi, si dovrebbe dare la preferenza ai cereali integrali, alle fonti proteiche magre, al pesce, alla frutta, ai legumi e alla verdura. 

Da limitare sono, invece, i dolci e gli   zuccheri   semplici e le bibite zuccherate, oltre ai grassi saturi, preferendo l’olio  d’oliva  extra  vergine come principale condimento.

E' ampiamente dimostrato che per noi italiani  la dieta mediterranea resta la migliore 

                                      Secondo il “giornale del cibo” 

 

“Il primo consiglio alimentare nella dieta per fegato grasso è quello di consumare dei pasti leggeri, più volte al giorno,

contenenti tutti i nutrienti nelle giuste quantità e proporzioni”. 

Queste regole che valgono per tutte le persone, sono fondamentali nel paziente con steatosi epatica,

al fine di sostenere l’intero processo digestivo ed evitare di sovraccaricare il fegato. 

Ecco quindi che “ai tre pasti principali, quindi colazione, pranzo e cena, che devono essere leggeri e bilanciati,

vanno sempre affiancati uno spuntino a metà mattina e due merende il pomeriggio”.

 

Nella dieta per fegato grasso non devono mai mancare i vegetali. “La verdura è un alimento che può e deve essere consumato in quantità,

sia cruda che cotta, in quanto in grado di fornire il giusto apporto di proteine, sali minerali ed antiossidanti, di sostegno alla funzionalità epatica”. 

Alcuni ortaggi hanno una vera e propria azione tonica sul fegato, per cui è bene mangiarne in quantità:

 Sono  verdure che tutti conoscono bene e piacciono a tutti, quali i carciofi, la cicoria, i broccoli, i peperoni verdi e la lattuga.

 

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LE PAROLE POSSONO GUARIRE

LE PAROLE CHE GUARISCONO

tratto  dal volume dell'A.M.C.O. “Dalla malattia al malato  “

 

 

Riportiamo alcuni brani di questo interessante articolo, scritto da un medico cardiologo americano,

che è stato pubblicato dall'Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri. 

Noi riteniamo che il medico debba sempre parlare delle possibili situazione nefaste con il proprio paziente .

Più volte Movimentosalute ha affrontato l'argomento della “MEDICINA NARRATIVA” sempre sottovalutato dai medici ed anche quello che riportiamo può, crediamo,

d'essere d'aiuto sia al paziente,  sia al medico che l'ha in cura, sempre utile per migliorare questo importante rapporto, che molte volte porta alla guarigione e non alla morte.

 

Il processo di guarigione richiede qualcosa di più della scienza: deve mobilitare le aspettative positive del paziente e la loro fiducia stimolante nel sostegno dei medici.

Poche cure sono più efficaci di una parola scelta attentamente: i pazienti, infatti, desiderano essere curati e la cura per lo più è dispensata dalle parole. 

Il colloquio, spesso terapeutico di per sé, è uno strumento troppo spesso sottovalulato, anche se l'esperienza medica è ricca di esempi sul potere risanatore delle parole...

Una volta finita la visita di un paziente con gravi problemi alle coronarie, lo invito ad entrare con il coniuge nel mio studio per una sintesi dettagliata della situazione.

Illustro con esattezza le possibili complicazioni e gli esiti del suo disturbo, compresa la possibilità di una morte improvvisa.

Per molti medici questo è un argomento tabù, ma mi è difficile immaginare che un paziente intelligente non sia consapevole di questa possibilità....

Per quanto abbia imparato moltissimo dal mio maestro DE LEVINE i miei migliori maestri sono stati i pazienti che mi hanno arricchito di esperienza clinica

e mi hanno insegnato la complessità della reazione alle parole del medico.

Mi sono reso conto che  UNA PAROLA DA NIENTE PUO' ESSERE FONTE D'INCORAGGIAMENTO E DI SPERANZA.

Anche se avevo utilizzato una parola con significato nefasto, il suo ruolo si rivelò decisivo nella guarigione.

 

 

 

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COME CURARE IL MAL DI SCHIENA

Mal di schiena, l’attività fisica per evitare che diventi cronico?

dr.Giuliano Sconsa

 

Nonostante il dolore, è bene, quando possibile, fare attività fisica

Così si potrebbe ridurre il rischio che il mal di schiena diventi cronico. È quanto conclude uno studio del Finnish Institute of Occupational Health di Helsinki (Finlandia)

che ha valutato questa riduzione tra l’11% e il 16% a seconda del livello di attività fisica praticata. 

«Quello che conta è il tipo di attività fisica che si svolge, di sport che si pratica e a quale intensità»,

spiega il dottor Cristiano Sconza, specialista in riabilitazione ortopedica .

L’attività fisica – suggeriscono i ricercatori – ridurrebbe l’intensità e la ricorrenza del mal di schiena,

quindi potrebbe contenere il rischio di sviluppare una forma cronica di mal di schiena. 

Oltre all’esercizio fisico e all’attività sportiva i ricercatori hanno preso in considerazione semplici attività fisiche

come il camminare e il fare le scale. 

Chi era attivo a livelli moderato o elevati poteva beneficiare di una riduzione del rischio

rispettivamente del 14% e 16% rispetto ai meno attivi. 

Non è emersa infine alcuna relazione tra i livelli di movimento fisico e il mal di schiena episodico o acuto.

In ogni caso, quando è possibile provare a continuare con il movimento fisico anche per evitare che il mal di schiena peggiori?

 «Le regole di base sono queste: si può e si consiglia di svolgere attività fisica, non durante o in vicinanza di periodi di dolore acuto e a carichi non elevati,

in particolare all’inizio; l’attività svolta dev’essere progressiva ed incrementale; bisogna impiegare le attrezzature idonee (ad esempio le calzature)», dichiara il dottor Sconza.

Naturalmente è importante il tipo di sport che si fa: «Il nuoto difficilmente potrà peggiorare una lombalgia:

l’acqua calda tende infatti a rilassare la muscolatura della schiena e l’attività si svolge con una netta riduzione del carico sulla colonna vertebrale.

Sebbene non ci siano forti evidenze scientifiche che indichino una sua superiorità sulle altre discipline,

è consigliabile il nuoto anche per chi pratica sport diversi e dovesse accusare mal di schiena».

Oltre al nuoto anche altre forme di movimento possono essere utili: «Discipline come yoga,

pilates e tai chi hanno dimostrato interessanti proprietà nel rilassare, e al contempo rinforzare la muscolatura della colonna,

e incrementare la percezione e controllo del movimento del soggetto».

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CONSIGLI AL RISTORANTE

I CONSIGLI DI MOVIMENTO SALUTE

QUANDO SI VA AL RISTORANTE

oppure si rimane a mangiare in casa

 

Non vogliamo certamente scoprire l'acqua calda nel consigliarvi di scegliere il  ristorante, quando mangiate fuori casa.

Ognuno di noi ha le sue preferenze in base soprattutto alle sue rendite, ai suoi gusti alimentari ed ai luoghi

da frequentare ed è quindi inutile dare dei consigli su dove andare a mangiare.

Ma vi sono alcune regole che, se vogliamo rimanere in buona salute, dobbiamo cercare di rispettare.

  Ed ecco, che cosa la nostra onlus vi consiglia, sentiti i pareri di molti nutrizionisti:

 

  La prima regola è quella delle porzioni da mangiare, soprattutto quando andiamo in ristoranti, che hanno la bella abitudine

( giusta per moltissime persone) d' offrire ai loro clienti delle porzioni giganti.

Occorre quindi saggezza ed anche se non è carino lasciare degli avanzi nei piatti, dobbiamo mangiare senza strafare,

sino a non sentirci  troppo sazi.

La seconda regola, anch'essa importante è quella di rendersi sempre conto del nostro senso di sazietà, cercando

in tutti i modi di ascoltarlo evitando gli eccessi.

Siate certi che in questo modo, quando sarete a casa, non avrete bisogno di saltare il pasto successivo

e non sara' necessario usare bisogno dei digestivi.

 

Sempre in tema di consigli su quello che mangiamo, desideriamo darvi anche questi consigli, quando mangiate in casa:

 

a) Usate il peso per conoscere esattamente la quantità di cibo che cucinate ( soprattutto carne, pesce e pasta)

b) Consigliamo anche di preparare un piccolo schema dei prodotti da consumarsi nella settimana.

E' questo un ottimo metodo sia per differenziare i cibi che mangiamo, sia per riuscire a nutrirci con tutte le varie vitamine,

c) infine ricordarsi sempre di non tralasciare di fare una ricca colazione al mattino quando vi alzate da letto.

                                                          Roberto Guido Bijno

 

 

 

 

 

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